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Reportage Cina
Inviato da : Admin Martedì, 23 Dicembre 2008 - 18:08
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Reportage Cina

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Il 22 Maggio 2008 è iniziata la nostra fantastica avventura, la nostra grande occasione per poter finalmente dire "la Cina è davvero vicina". Caricati i nostri trolley e versate un po’ di lacrime per i nostri cari si parte, prima per Parigi e successivamente per Shanghai. ...



...  Inutile dire che il viaggio per Shanghai di dodici ore sia stato piuttosto estenuante, ma con l’ aiuto dei nostri inseparabili iPod e qualche chiacchera qua e là siamo riusciti a superare anche questa prima esperienza estrema. Subito usciti dall’ aeroporto abbiamo notato alcune delle differenze sostanziali tra il mondo occidentale e quello orientale: l’ aria della Cina era più inquinata rispetto a quella a cui siamo abituati, inoltre non era possibile intravedere il sole, tanto era coperto dallo smog. Preso il pullmino che ci avrebbe portati al nostro Tian Ping hotel, abbiamo avuto la fortuna o sfortuna di vedere quanto Shanghai sia divisa in ricchezza e povertà: capanne e bancarelle sul ciglio della strada hanno pian piano lasciato il posto ad edifici sempre più moderni. Di questa città abbiamo visitato il vecchio mercato, un misto tra moderno e antico, nel quale cellulari e iPod venivano affiancati da amuleti tradizionali. Ci siamo inoltre recati al Museo della Scienza nel quale siamo stati accompagnati da ragazzi genovesi che avevano lavorato per la realizzazione della manifestazione. Trascorsa la nostra ultima notte all’ hotel, il mattino del 26 maggio abbiamo raccolto le nostre cose e, ripreparate le valigie, ci siamo diretti all’ aeroporto per spostarci a Pechino. Il viaggio da Shanghai a Pechino è stato più breve di quanto ci aspettassimo, nonostante l'aereo sia partito con un'ora di ritardo. Le nostre aspettative per quella nuova meta erano, come al solito, parecchie, ma tra le principali c'era il desiderio di poter dormire un po' e la speranza che alle meraviglie pechinesi facesse da sfondo quel cielo azzurro che non avevamo potuto nemmeno intravedere a Shanghai e che ci mancava tanto. Come non detto… Arrivati a destinazione una nuvola di smog e un’ ondata di caldo umido ci hanno avvolti, ma non ci hanno tolto le speranze di un soggiorno con la S maiuscola. Abbiamo raggiunto il college che ci avrebbe ospitato per una settimana carichi di emozione con un piccolo pullman che ci è stato gentilmente messo a disposizione per i nostri numerosi spostamenti. Con nostra grande sorpresa ed entusiasmo abbiamo scoperto che il college consisteva in una serie di grandiosi edifici,ognuno adibito a differenti attività,che contornavano un enorme campo sportivo in cui,ad ogni ora della giornata,si potevano vedere studenti praticare ogni genere di sport. L'unica cosa che ci ha fatto spaventare è stato il fatto che i nostri dormitori si trovavano al sesto piano e le nostre valigie non si potevano di certo definire leggere. Tuttavia, eroicamente, siamo riusciti a giungere agli alloggi con i nostri bagagli e a sistemarci nelle spartane camere dotate di letti decisamente lontani dalle nostre abitudini e prive di docce che si trovavano in fondo al corridoio in una stanza a parte. Siamo stati accolti calorosamente con una cerimonia di benvenuto in cui abbiamo fatto conoscenza con la preside della scuola, con la responsabile scambi con l'estero e con la professoressa Liu che è stata la nostra guida(ma soprattutto,il nostro angelo custode) durante tutti i giorni della nostra permanenza a Pechino. Durante la cena,che là si svolge rigorosamente alle ore 17.30 - regola alla quale purtroppo non siamo riusciti a sottrarci - abbiamo avuto il primo incontro con gli studenti che a febbraio erano venuti a Genova e abbiamo comunicato attraverso il nostro ancora precario cinese stupendoci della loro impeccabile conoscenza della lingua inglese. Per quanto riguarda il cibo, qualcuno di noi si è dimostrato entusiasta e coraggioso di poter provare piatti e cibi nuovi e un po' lontani dalla nostra amata cucina mediterranea, mentre qualcun'altro ha avuto qualche titubanza in più ed ha dovuto fare ricorso ai vari Mc Donald's che anche a Pechino non mancano. È giusto però sottolineare che la mensa scolastica, ad ogni pasto, ci ha messo a disposizione una notevole varietà di portate, di cui ognuno poteva servirsi a seconda dei propri gusti ed esigenze. Dopo un sonno ristoratore, il 27 ci siamo svegliati constatando piacevolmente che il vento e la pioggia della notte avevano spazzato via tutto lo smog lasciando il posto ad un clima piacevole ed a un cielo azzurro che ci ha accompagnati per il resto della settimana. Abbiamo trascorso la giornata in college visitando alcuni edifici che lo compongono e prendendo parte alle lezioni di origami e di danza tibetana che ci hanno divertiti particolarmente. La sera, come poi avremmo fatto per il resto della settimana, abbiamo avuto la possibilità di dare sfogo alle nostre spese pazze in una via vicina al college, piena di grandi magazzini e mercati. Il giorno 28, dopo essere stati svegliati come di consuetudine dalla nostra amata sveglia (una sorta di telegiornale in lingua cinese) , abbiamo partecipato ad una lezione di incisione di caratteri sulla pietra e,successivamente, alla cerimonia del te,in cui ci abbiamo eseguito tutti i passaggi necessari alla preparazione di un ottimo te al gelsomino. Dopo il pranzo delle 11:30, il nostro pullmino ci ha portati a visitare il Tempio del cielo, uno dei più significativi esempi di architettura cinese. Inutile dire quanto ci sia piaciuto, anche perché è qui che abbiamo avuto il primo contatto diretto con la storia locale. Il primo di una lunga serie,infatti, nei giorni successivi abbiamo visitato: il Palazzo d’ Estate (che ci ha offerto dopo una lunga scalinata una meravigliosa vista di Pechino dall’ alto),il parco di Bei Hai, la Città Proibita, antica sede dell’ imperatore, a cui si accede dalla famosa piazza Tian An Men. Il giorno prima della partenza abbiamo avuto l’ onore di percorrere un tratto del simbolo per eccellenza della Cina, la Grande Muraglia, e tra inni cinesi e canzoni di Mulan che hanno reso la nostra scalata un po’ meno faticosa, ci siamo immedesimati negli antichi soldati. Il 2 giugno, giorno della partenza, ci siamo sentiti molto tristi di lasciare questo paese così diverso dal nostro a cui ci siamo affezionati e, con un briciolo di amarezza, siamo saliti sull’ aereo per Parigi (questa volta in perfetto orario) per tornare nel nostro mondo che dopo dieci giorni di assenza, siamo stati felici di riabbracciare. Bertolini e Rapuzzi III L Liceo Linguistico Internazionale Deledda Genova sezione di Inglese - Cinese

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